La Suonoterapia così come più in generale la musicoterapia è l'uso del suono per favorire l'integrazione fisica, psicologica ed emotiva dell'individuo e nella cura di disagi, malattie e disabilità. Essa si differenzia dalla musicoterapia per gli strumenti che vengono utilizzati.

Nella musicoterapia è possibile usare strumenti quali la chitarra o il pianoforte, o le riproduzioni musicali, mentre nella suonoterapia vibrazionale vengono utilizzati esclusivamente Gong, campane tibetane, diapason, conchiglie ed altri strumenti ancestrali, che possono essere accompagnati dalla voce umana.

Il loro spettro sonoro è diverso rispetto a quello degli altri strumenti.

Le loro vibrazioni sono più ricche di hertz bassi e di overtone, ovvero suoni che agiscono sulla corteccia cerebrale, stimolandola.

Quando si ascoltano i suoni provenienti da questi strumenti è più facile lasciarsi trasportare dall’armonia e sintonizzarsi con essa.

Il suono di questi strumenti, agisce fortemente anche sullo stato emotivo e sensoriale.

Per dimostrare tale ipotesi, bisogna definire l'esistenza di una concordanza vibratoria tra suono e organo (risonanza), e in ultima analisi, le caratteristiche fisiche del suono che alterano le caratteristiche biochimiche delle cellule, dei tessuti, degli organi.

la suonoterapia vibrazionale con Gong, Campane tibetane, diapason ed altri strumenti ancestrali, viene applicata nel trattamento di moltissime patologie fisiche, psicologiche e psichiatriche e con esiti eccellenti.

Un ruolo fondamentale ricopre nel trattamento dell'autismo nei bambini ed ottiene risultati sorprendenti anche sui malati di Alzheimer, impareggiabile è l'effetto su chi soffre di depressione o di esaurimento, ma anche semplicemente su chi rischia, a causa delle condizione in cui vive, di chiudersi in se stesso e di perdere la capacità di socializzare e comunicare con gli altri, è il caso, ad esempio, delle persone anziane.

Le cellule che hanno perso lo stato di equilibrio elettrochimico, vengono riequilibrate attraverso l'apporto di energia (stessa lunghezza d'onda), che compensano le zone elettromagnetiche deficitarie. Questa energia è l'energia sonora, che colpisce l'apparato uditivo, con la conversione analogico digitale del segnale acustico, trasmissione del segnale elettrico attraverso il parasimpatico e le fibre del simpatico, fino ai tessuti, alle cellule, alle molecole, agli elementi, agli atomi.

L’utilizzo del suono a scopi terapeutici è un arte ed una scienza cui si ricorre da millenni per la sua capacità di influire positivamente sia sul fisico che sulla psiche umana.

Ciò ci aiuta a comprendere quanto può essere semplice oltre che efficace, creare attraverso l’utilizzo del suono, del ritmo e del canto dei veri e propri “climi terapeutici”, idonei sia relativamente alla diversità delle persone che dei contesti ambientali di destinazione.

Una prerogativa del suono è quella di poter coordinare insieme il meno abile col più abile e ciò è possibile anche col diversamente abile se opportunamente assistito. 

Utilizzare il suono può offrire un valido contributo in patologie di vario genere e trova una sua efficace applicazione anche in soggetti che presentano sordità o forme di ipoacusia.

E’ uno strumento prezioso integrativo di terapie mediche di tipo riabilitativo e può essere impiegata come sostegno psicologico ai malati di cancro, HIV e ai malati terminali.

Altri campi di intervento sono il settore psicologico, psichiatrico e neurologico (morbo di Parkinson e di Alzaimer e vari tipi di demenze)

Per clima terapeutico intendiamo quell’ambiente favorevole ad attivare processi di trasformazione nei clienti-pazienti, ma anche nei clienti-famiglie e nei clienti-operatori.

Trattasi, invero, della capacità dei suoi fautori di allestire strutturalmente spazi-tempo, ovvero occasioni in grado di attivare relazioni e processi secondo modalità tese a mobilizzare i nuclei dei diversi disagi e patologie.

E’ un metodologia di intervento per un lavoro pedagogico o psicologico che  permette di comunicare, attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale che utilizza il suono ed il movimento per aprire canali di comunicazione ed una finestra nel mondo interno dell'individuo. 

Dal punto di vista terapeutico è un attiva stimolazione multisensoriale, relazionale, emozionale e cognitiva, impiegata in diverse problematiche come prevenzione, riabilitazione e sostegno al fine di ottenere una maggiore integrazione sul piano intrapersonale ed interpersonale, un migliore equilibrio e armonia psico-fisica.

Attraverso il suono, si può entrare in sintonia e istituire un rapporto empatico anche con bambini e adulti affetti da gravi deficit mentali, sensoriali, motori e relazionali, che non possiedono il linguaggio verbale o hanno un atteggiamento di chiusura nei confronti del mondo, avviando un dialogo costituito da suoni, gesti, movimenti, contatti corporei, segnali tattili ecc., a fine di consentire l’avviamento di una relazione ‘felice’.

Per relazione ‘felice’ si può intendere un rapporto «in cui la comunicazione sia caratterizzata da fluidità e rispondenza e, conseguentemente, sia accompagnata e sorretta da emozioni positive (reazioni di avvicinamento, apertura, orientamento, sorriso ecc.) nel bambino e nell’adulto.

In ambito scolastico può rappresentare uno strumento efficace anche per comprendere le diverse espressioni del Sé di bambini e adolescenti; per favorire l’integrazione sociale; per diminuire o risolvere i problemi comportamentali;  gli atteggiamenti di aggressività;  la mancanza di autostima e altri tipi di disagio che possono derivare da fattori legati al contesto familiare, sociale o ambientale. 

La Suonoterapia può offrire importantissime risorse alla equipe terapeutica di pazienti affetti da disabilità o dipendenza perché attraverso il suono si liberano energie che permettono alle persone di verbalizzare anche i contenuti inediti da parte degli psicoterapeuti. E’ successo che attraverso gli in -put del suono è stato possibile orientare meglio il prosieguo del percorso terapeutico del paziente.

E’ possibile ed auspicabile affiancare la Suonoterapia al lavoro dello psicoterapeuta, perché il suono smuove la parte più remota dell’organismo, ove si annidano tutte le emozioni ed i ricordi più antichi e tutto ciò che come si suol dire “viene messo sotto il tappeto”, cioè quella parte inconscia  che difficilmente salta fuori solo con la psico-terapia e questo perché con la terapia si fa un lavoro che parte dalla logica. Il suono, invece, lavora sotto la logica. Esso lavora con la vibrazione che entra in risonanza con il corpo, lavora quindi solo con la struttura fisica. In questa maniera l’inconscio esce fuori più facilmente.